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CONOSCENZA

La psicologia dello sviluppo, che prima era chiamata psicologia dell'età evolutiva (sottintendendo che insieme ad un'età evolutiva ce ne fosse quindi una NON evolutiva), studia non più solo i bambini, ma soggetti di qualsiasi età, analizzandone i loro cambiamenti.

Prima della prima metà dell'Ottocento, con WILHELM WUNDT e il suo laboratorio di psicologia a Lipsia (1879), la psicologia non aveva il ruolo di una scienza, ma era fortemente presente, da secoli, nei miti greci (ad esempio il mito di Edipo che dà il nome al famoso complesso) ed era studiata dai filosofi e dai pedagogisti. Questi ultimi in particolare erano gli unici ad occuparsi della psicologia dell'età evolutiva fin quando alcuni scienziati, studiosi di altre discipline, non cominciarono ad effettuare OSSERVAZIONI SISTEMATICHE sui bambini loro vicini, tra questi ricordiamo Darwin coi proprio nipoti e Piaget coi propri figli.

Agli albori dello studio di questa disciplina si consideravano i bambini come dei "piccoli uomini" e pertanto si pensava che le uniche differenze che ci fossero tra l'oro e l'uomo adulto fossero di natura QUANTITATIVA, ben presto però questa concezione verrà soppiantata con Stanley Hall che considererà i bambini come un UNIVERSO A PARTE, ovviamente viste queste premesse, sia Darwin che Piaget consideravano come variabile fondamentale per lo sviluppo di un individuo UNICAMENTE la sua età.


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STANLEY HALL osserva che non è possibile studiare l'infanzia semplicemente analizzando i ricordi che gli adulti conservano di essa, in quanto la memoria distorce i fatti ed è NON OBBIETTIVA.

Dobbiamo a questo scienziato la concezione del bambino come un UNIVERSO differente da quello degli adulti, qualcosa di diverso QUALITATIVAMENTE e non quantitativamente dall'adulto.

Il bambino dal punto di vista della prospettiva cognitiva è EGOCENTRICO, nel senso che NON E' IN GRADO di comprendere che ognuno ha un proprio punto di vista e un bagaglio di esperienze diverso da quello degli altri, questo si nota quando parlando con un bambino sconosciuto questo comincia a parlare di cose che noi, lontani dal suo mondo (inteso come ambiente di vita, famiglia) non possiamo conoscere.


FRANCIS GALTON prende in considerazione il ruolo dei fattori genetici ed ambientali sullo sviluppo della personalità, pertanto fa esperimenti su gemelli monozigoti separati alla nascita per poter partire da un patrimonio genetico comune. E' il primo ad applicare la statistica alla psicologia.


SIGMUND FREUD tutte le sue osservazioni sono dovute al suo lavoro clinico e non ha mai lavorato con dei bambini. Tutto quello che Freud dice sullo sviluppo deriva quindi dai racconti dei suoi pazienti grazie ai quali scopre la SESSUALITA' INFANTILE con le sue varie fasi: orale, anale e genitale.


MARK BALDWIN durante i suoi studi raccoglie moltissimi dati empirici organizzati SISTEMATICAMENTE, non introduce però il controllo delle variabili, cioè la verifica della variazione del comportamento del soggetto osservato davanti alla comparsa di variabili indipendenti, siamo quindi ancora in una fase PRE-SPERIMENTALE.


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COMPORTAMENTISMO

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